i nostri fini per te

Quando sei nata io e il papà ti abbiamo comunicato i fini nell’educazione che abbiamo scelto per te. Appena sei uscita hai piantato quei tuoi grandi occhioni nei miei, lo chiamano il primo sguardo, e ci siamo amorevolmente riconosciute. Poi ti ho stretta a me e, immersa nel profumo di lavanda e nei miei ormoni, ti ho comunicato, insieme a papà, quello che abbiamo scelto per te.

Lo voglio scrivere anche qui, in modo che rimanga tutto completamente espresso e sempre più reale, poiché ogni cosa che viene condivisa con il resto del mondo, lo e’ un po’ di più.
I fini che abbiamo scelto per te Iris sono che tu sia un Individuo Libero e completamente espresso e che tu possa amare la Vita in tutte le sue sfumature.
Semplice pare. Ma mi sono resa conto da quando ho cambiato la mia vita, che le cose semplici non sono facili, ma spesso piuttosto complesse (e non complicate, scusate il gioco di parole, ma quando ce vo’ ce vo’).

Cosa significa libera e completamente espressa? Significa che tu possa illuminare la tua realtà con tutto il tuo essere; significa aiutarti a scoprire i tuoi talenti e il perche’ sei arrivata in questo mondo; significa mostrarti le cose così come sono, senza aggiungere o togliere niente; significa imparare ad accettare insieme a te la realtà della vita e del nostro esistere, senza resistere e forzare; significa insegnarti a non sminuire o a non dare troppa importanza a ciò che non ne ha; significa insegnarti il valore del non ferire l’altro, imparando a rispettarlo l’altro; significa insegnarti a riconoscere quella voce interiore dell’Io, quella che ha sempre ragione e che tutto sa e può.
Significa insegnarti – e insegnarci – a vivere questa Vita da Essere Umano.

Tra pochi giorni avrai 7 mesi: ora stai seduta da sola, ti porti il piedino alla bocca, dai i bacini e le carezze alla mamma e al papà, la notte ogni tanto ti svegli e sorridi e gridi anche un po’.
Sei una bambina gioviale, simpatica e molto aperta, ti piace stare con le persone, anzi ti piacciono più le persone che le ‘cose’ che noi adulti tentiamo di propinarti.
Hai iniziato a ‘rubarci’ il cibo dal piatto, ieri ti sei mangiata dei pezzettini di dosa fermentati e della farinata di ceci. Ogni tanto fai la cacca nel vasino, e anche la pipì.
Sei bella come un fiore. Completamente espressa.
Ed io ti amo ogni giorno di più.

Sull’educare con amore e fermezza e sull’importanza dei fini nell’educazione, consiglio a tutti i genitori di leggere la splendida collana su ‘L’Arte di Educare’ del Centro Studi Podresca, 7 libri di grande valore che riassumono i grandi passi quotidiani per stare insieme a un bambino, educandolo con responsabilità e senso della vita.

educare-131x199

Annunci

alla fine vinco io

io vinco

Certe volte di fronte a te mi sento inadeguata. Dentro ho tanti di quei mostri che emergono nei momenti di crisi, quando non ti so stare di fronte, quando i tuoi pianti mi sovrastano ed io vorrei smettere di esistere. Quando niente placa la tua disperazione, ed io non so perche’, non so interpretare sempre quel tuo pianto disperato. E allora mi arrabbio. Con te, ma soprattutto con me:Perche’ non sono una brava madre. Perché la farò crescere piena di paturnie. Perché non so stare di fronte ai suoi bisogni‘.

Ma mi sento ancora più inadeguata quando, passate le lacrime, ti abbraccio di nuovo e tu mi guardi e il tuo volto si accende come il sole, quando mi vede. Lì sento la gioia di essere tua madre, insieme all’inadeguatezza del ruolo.

I bambini sono maestri. Ho imparato così tante cose di me, grazie a te, in questi sei mesi. Le hai rese reali e, si sa, la consapevolezza porta alla risoluzione del conflitto. O almeno si tenta.
Tra le tante, voglio che tu sappia questa.
Per mia mamma, che e’ tornata a lavoro quando io ero molto molto molto piccola (ma forse non sarei stata mai abbastanza grande), c’era sempre qualcosa da fare: il bucato, da mangiare, lavorare, pulire il bagno… ed il tempo insieme a me si riduceva inesorabilmente.
Si dice che le modalità disfunzionali si passino da genitore a figlio, e credo che qualche radice di questo comportamento sia attecchita anche dentro di me.
La vedo chiara.
Sono sul tappeto insieme a te e la mia mente mi dice che c’è il bagno sporco e il bucato da fare. Vorrei fuggire da te in quel momento. Ma sono più forte io. E tengo.
Allora giochiamo insieme, poi c’è da preparare il pranzo, ti lego in fascia e lo prepariamo insieme. Succede spesso che tu ti addormenti in fascia mentre mi osservi tagliuzzare, impastare, mescolare: e allora, come ieri, mentre preparavo i biscotti alle nocciole, le nocciole le ho tritate col martello per non svegliarti.

Alla fine spesso vinco io e non la mia mente.
E nonostante il senso di inadeguatezza e mancanza di valore, io rimango la tua mamma che ti ama più di qualsiasi cosa al mondo.