un altro blog che parla di figli. Ma perché?

Perché direte voi? Che bisogno c’era dell’ennesimo bloggettino che tenta di risolvere l’ego di mamma, che racchiude più o meno l’esperienza che tante altre hanno, che parla di tette-pappe-nanne, di bisogni della mamma, di quanto sia difficile stare di fronte a tuo figlio che piange e di metodi educativi ‘Perché tanto il mio e’ meglio del tuo’?

Non ce n’era probabilmente bisogno. Sono mesi – esattamente 15 (9 di gravidanza e 6 di vita tra le braccia) – che leggo blog stupendi di madri stupende, ecologiche, tecnologiche, fashioniste, stanche, spaesate, felici e creative, ad alto contatto e a basso contatto.
Sono mesi che farcisco la mia mente di belle e brutte esperienze altrui.

E qui arriviamo al punto, del Perché un altro blog che parla di figli.
Tento di spiegarvelo per punti.

Punto primo
La figlia stavolta e’ la mia: si chiama Iris, ha sei mesi ed e’ stata cercata tantissimo, quasi due anni per l’esattezza. E’ giunta a noi dopo una gravidanza andata male, quel bellissimo fiore che e’ stato nel mio grembo un paio di mesi e’ scivolato sulle dolci acque del Fiume Brenta un pomeriggio di marzo di due anni fa.
Quindi, ogni guaglione e’ bello a mamma sua.

Secondo punto
Ho aperto questo blog con l’intenzione di lasciare una testimonianza viva a mia figlia di quello che siamo state. E siccome sono una scrittrice, che cosa di meglio se non un blog? Inoltre, il mio lato malinconico mi porta a segnare ciò che e’, o su un taccuino o sullo schermo del pc; ma non e’ proprio tutto qui. Percorsi personali molto profondi di questi anni, mi hanno fatto comprendere quanto il rapporto con mia madre sia stato fondamentale nella formazione di ciò che sono oggi, nel bene, ma anche nel male. Per comprendermi ho dovuto spesso comprendere lei. E non sempre avevo gli strumenti. Così se un giorno mia figlia Iris ne avrà bisogno, eccoli qua (almeno qualcheduno).

Terzo Punto

licoli
il mio licoli centenario – ossia una pasta madre in coltura liquida – si chiama Costanza.

Questo blog si chiama Pancia e Madre – Dopo la pasta madre venne la Pancia.
Cosa c’entra la pasta madre vi chiederete probabilmente?
Nella vita faccio la scrittrice e giornalista: scrivo di ecologia applicata, ossia come portare le buone pratiche ecologiche nella propria vita. Collaboro con alcune riviste del settore e ho scritto dei libri. Ho un altro blog, il mio amato SEMINTERRA.COM, dove riporto i miei esperimenti ed esperienze in tal senso.
Se leggerete seminterra, vi accorgerete che tutto per me e’ partito dalla pasta madre: e con tutto intendo un cambiamento interiore ancora in corso – e credo che lo sarà per sempre – che mi ha portato ad essere un individuo migliore. E anche ad avere mia figlia.
In uno dei prossimi post approfondirò l’argomento, promesso!
Non sono ‘cose’ facili da riportare per iscritto, ci vuole tempo e fermentazione, proprio come con la pasta madre.

Quarto Punto
Fare la mamma e’ un gran casino. Non c’è’ niente da fare, e’ esattamente così. E possono dirtelo tutte
le volte che vogliono, ma solo quando ti ritrovi il pargolo tra le mani te ne rendi conto.
Fare la mamma significa re-imparare tutto da zero, l’A,b,c della Vita da zero. Almeno per me. Significa smettere di sentirsi in colpa, smettere di giudicarsi, di voler fare la casalinga disperata, significa smettere di mettersi sempre, costantemente in primo piano (ORA C’E’ TUO FIGLIO!), significa anche accettare i propri peli e la stanchezza estrema che ti coglie al calar del sole, proprio quando tuo figlio esige di più da te.
Ma soprattutto significa trovare in se’ risorse inedite, che erano nascoste nei pertugi del tuo cuore e dei tuoi muscoli, risorse che non credevi di avere, abilità da Wonder Mamma! Da circense! Da Mago Zurlì! Cuoca e intrattenitrice! Scalatrice di vette, neanche Messner!
E la buona notizia e’ che ce le hai davvero!
Quindi, per concludere questo quarto punto: fa sempre bene leggere le esperienze delle altre mamme, rincuora e rinvigorisce. Perciò, eccovi la mia!

Vi lascio con questa storiella che, riletta a sei mesi di distanza, sento molto vera!
“A chi mi da consigli,
come crescere i miei figli,
dico: Passa un po’ al mattino
con cornetto e cappuccino,
fai la spesa, fa’ il bucato,
fammi un po’ riprender fiato,
lava un po’ di pavimenti,
fammi pranzi succulenti,
rigovernami il lavello,
lo stendino è nel tinello,
c’è la scopa in ripostiglio,
e a me lasciami mio figlio!”

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sono nata a casa

mi chiamo Iris e sono nata a casa. Ho quasi sei mesi e la mia mamma sta con me. Vi racconto la mia nascita, il primo ricordo di questo blog che leggerò quando sarò grande.

Il giorno prima della nascita di Iris mi sentivo completamente tra le nuvole, sospesa in un non luogo. Sentivo che stava per arrivare. Io e Fabrizio avevamo fatto la spesa, pulito casa a fondo, fatto la marmellata di pesche, rinfrescato la pasta madre: sapevamo sarebbe arrivata.

nati in casa, lothus birth

dice la mamma…
… “Era il 29 agosto.
Nel pomeriggio andata a mangiare un gelato con la cara amica Iolanda e lì ho compreso che il momento si stava avvicinando: le contrazioni erano cambiate rispetto a quelle dell’ultima settimana. Erano le 17 e posso dire che i primi avvertimenti sono iniziati lì. Con la mia cara Iolanda.
Poi siamo andati a cena dai suoceri e abbiamo scherzato sul fatto che se Iris nasceva quella notte, sarebbe venuta al mondo lo stesso giorno della nonna e zia paterna. Così e’ stato.
Poi qualcuno me lo spiega come mai tre donne di una stessa famiglia possano nascere lo stesso giorno a 31 anni di distanza…
A quel punto, erano le 22, le contrazioni si erano fatte decise e i dubbi se sarebbe nata oppure no svaniti! Arrivati a casa, Iris bussava in modo frequente ma irregolare: abbiamo chiamato Elena che ci ha confermato che fino a quando io riuscivo a scrivere messaggi o chiamare, non importava essere in allarme! Dopo un’ora, infatti, riuscivo solo a essere dentro di me, in ascolto del dolore e di mia figlia che stava per nascere.

Elena e Laura sono arrivate credo a 00.30 circa, il tempo scorreva ma io ero in una dimensione dove ne’ spazio ne’ tempo esistevano. Elena e Laura sono state Angeli in ascolto del mio corpo e della mia bambina, discrete nella loro presenza, mi hanno sostenuta e massaggiata, consigliata…
Poi le acque si sono rotte, intorno alle 3 del mattino, e sono arrivate le spinte: io spingevo tanto e forte, ma non era mai abbastanza. Ho solo un ricordo fortissimo e impresso nella mia mente come un sigillo: mio marito che mi sosteneva sia fisicamente che moralmente, ed Elena che mi faceva forza con le parole e calde spugnature; sentivo la sua fermezza e la sua coerenza di vera professionista in ogni sua parola, sguardo e tocco. Anche quando ho compreso che qualcosa non andava. Iris non era ben incanalata, stava facendo fatica ad uscire in questo mondo! E infatti e’ nata di faccia, senza fare la giravolta che di solito fanno i neonati.
E nonostante questo la fermezza e il coraggio di Elena mi commuove tuttora quando ripenso a quel momento: perche’ con tutta la sua onestà e professionalità ha riconfermato la nostra scelta di voler far nascere Iris a casa.

Così e’ stato e alle 4.41 del 30 agosto e’ nata la mia splendida bambina. Il parto e’ stato uno dei momenti più belli della nostra vita. Ci ha resi ufficialmente una famiglia. Sono nati un padre e una madre.
Iris, Giulia e Fabrizio