Elimination communication, una questione di comunicazione anche con la pipì e la popò

Avete mai sentito parlare di elimination communication?
Questa pratica di spannolinamento precoce viene dagli States, in Italia e’ stato scritto un bel libro per Edizioni Terra Nuova, ‘Senza Pannolino’.
L’autrice Laurie Boucke sostiene la comunicazione con il proprio bambino fin dalla nascita anche nel frangente pipì e popò: al terzo figlio Laurie non ha più voluto saperne di pannolini ed ha testato questo metodo che mette nelle condizioni il bambino di rendersi conto che la pipì e la popò si possono fare non solo nel pannolino, seppur lavabile, ma anche in altri luoghi.

Il controllo dello sfintere fino ai 2 anni circa non c’è, ma quello che si vuole ottenere non e’ il controllo dello sfintere, bensì l’ascolto del piccolino per portarlo alla consapevolezza delle proprie azioni in modo amorevole e sicuro.
I bambini che seguono l’ec da appena nati, entro l’anno e mezzo si spannolinano da soli, e già a un anno riescono a riconoscere e chiamare la pipì appena fatta.
Quello che si vuole incentivare, quindi, e’ la comunicazione tra madre e figlio: mi sento di sconsigliare l’ec se si e’ troppo stressati e stanchi, se si vuole ottenere qualcosa dal bambino, se l’intenzione con la quale lo si fa e’ togliere il prima possibile il pannolino.
L’elimination communication lo si fa per comunicare col proprio figlio, assecondando i suoi bisogni e necessità. Punto.

Come si fa l’elimination communication
Se siete interessati ad approfondire l’argomento, vi consiglio di leggere il libro ricco di esperienze di altri genitori.
Ma volendo riassumere per sommi capi il tutto, direi che si può fare per punti:
* Si sceglie il modo di far fare pipì e popò al bimbo: io ho scelto il vasino, ma si può optare per il lavandino o il gabinetto tenendolo con le gambine a ranocchia. Ho trovato il vasino molto pratico, ovviamente va usato da quando il bambino sa stare ben seduto.
* Si scelgono delle paroline da ripetere ogniqualvolta il pupo fa i bisogni: le mie sono, molto fantasiosamente, ‘pipì’ e ‘popò’. Canto anche una canzoncina quando Iris sta sul vasino.
* Prima di iniziare si monitorano i tempi del bambino per almeno una settimana; quante volte fa pipì al giorno? A che intervalli? E la popò? Si segna su un foglio di carta e tendenzialmente si porta il bambino in bagno a seconda dei tempi riscontrati.
* Si osserva se il bambino, prima di fare la cacca o la pipì, segnala in qualche modo l’arrivo: Iris ad esempio quando poppa, cambia il modo di succhiare se le scappa la cacca.
* Durante la poppata spesso i neonati fanno pipì: si può anche allattare sul vasino.
* Quando si e’ in casa si incoraggia la nudità, ossia pannolino zero o ciripà molto leggeri. Potrebbe fare la pipì in giro, ma pazienza. Se non ve la sentite di affrontare anche questo punto, potete comunque tenere il pannolino.
* L’ec fuori casa: ci sono mamme che fanno ec anche fuori casa, al bar e in treno, portandosi via dei contenitori e tenendo il bimbo in posizione a ranocchia. Io non me la sono sentita, faccio ec parziale, ossia solo a casa e ovviamente dai parenti, ma all’interno di una casa.
* L’ec di notte: anche qui la scelta sarà tutta vostra. Ci sono genitori che svegliano il proprio bimbo la notte per cambiarlo, lo stesso vale per l’ec, possiamo svegliare il bambino per fargli fare la pipì. Anche qui io non me la sono sentita, e preferisco per adesso non svegliarla (neppure per cambiarla).

Questi sono i punti cardine da osservare, insieme a tanto tanto ascolto e pazienza.
Nel primo mese di vita di Iris abbiamo fatto ec: la stendevo sul letto con sotto dei teli assorbenti e impermeabili e lei faceva subito cacca! Poi la stanchezza fisica mi ha fatto demordere, ma ho ripreso al sesto mese della bambina, quando stava seduta e ho potuto iniziare l’uso del vasino.
Iris apprezza il vasino, e’ diventato un nostro momento di gioco e scherzo, mentre aspettiamo la pipì e la popò. Diciamo che sono anche fortunata, perche’ la mia bambina e’ un orologio svizzero e la cacca la fa sempre alla stessa ora. Un po’ più dura con la pipì, ma io tento lo stesso. Se non vuole stare sul vasino, ovviamente non insisto e la tiro subito su.
Ormai la cacca la fa sempre nel vasino, e sembra quasi che aspetti quel momento per farla. Se scappa la fa anche nel pannolino, ma rari sono i casi.

Succede poi, certe volte, che ci sia tra me e lei una comunicazione sottile: mi arriva una voce in testa, un pensiero, che a lei scappa la pipì o la popò, andiamo in bagno, sul vasino e… Non sbagliamo mai!

Se volete altre informazioni su l’ec potete scrivermi a giu.landini@gmail.com

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